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Luca Pignatelli nasce a Milano il 22 giugno 1962, in una casa-atelier dove il padre Ercole esercita la sua attività di pittore e scultore.

Negli anni '80 consolida le sue visioni poetiche seguendo i corsi tenuti alla Facoltà di Architettura. Spronato dall'idea della crescita sedimentaria della Storia per Pignatelli la pittura ha con il tempo un rapporto particolare: la compresenza di elementi e forme ascrivibili ad epoche diverse non è solo sognata ma è reale e vive dentro la sua opera.

È spinto a visitare i luoghi dell’ immagazzinamento, le aree di stoccaggio, i depositi militari i grandi cantieri dell’ingegneria. È affascinato dalla via dei misteri celati dietro le architetture anonime delle città portuali, con i loro cantieri e le movimentazioni delle merci, ma anche quelle del Partenone, di Vignola, di Leon Battista Alberti, di Loos e Mies van der Rohe, e di quelle incontrate nei suoi percorsi attraverso le città europee.

Pittore in grado di affrontare la sfida delle grandi dimensioni, Pignatelli lavora di norma su supporti anomali e già di per sé pittorici, teloni di canapa, legni e ferri, carte assemblate, sui quali interviene sovrapponendo il repertorio delle sue immagini, una sorta di catalogo dove compaiono mezzi meccanici, navi, aeroplani, paesaggi metropolitani, reminiscenze dell'antico rappresentate dai resti di statue e oggetti.

Verso la metà degli anni 90, le tele usate, sono quelle dei convogli merci, che correvano lungo le strade ferrate dell'Europa, ricucite e rattoppate, lacerate da tragitti continui ma che congelano la storia e aprono squarci ad altri viaggi verso i mondi dell'arte. La poetica include la fotografia come urgenza di utilizzare la citazione di altre icone appartenute ad un passato aureo.

Le monumentali sculture degli imperatori romani, le bighe trainate dai i cavalli, decontestualizzate e riproposte sulle tele lavorate con tecniche e soluzioni diverse, diventano parte importante della sua iconografia. L’opera di Luca Pignatelli conosce una risonanza di portata internazionale sin dagli anni ‘90.

Luca Pignatelli was born in Milan on June 22nd 1962, in a house-cum- studio where his father Ercole worked as a painter and sculptor.

During the 1980s his artistic ideas became more firmly entrenched as a result of attending courses held at the Faculty of Architecture which. Inspired by the concept of the sedimentary growth of history, Pignatelli believes that painting has a special relationship with time: the simultaneous presence of elements and forms attributed to different periods is not just imagined but is quite real and pervades his work.

He decided to visit warehouses, storage areas, military depots and large building sites. He was fascinated by the mysteries concealed within the anonymous architecture of port cities, with their building sites and the movement of goods, but also the architecture of the Parthenon, Vignola, Leon Battista Alberti, Loos and Mies van der Rohe, and the architecture encountered during his travels to European cities.

As a painter capable of facing the challenge posed by large scale works, Pignatelli normally uses anomalous supports that have an innate pictorial quality such as tarpaulins, wood and iron, and assembled pieces of paper onto which he applies his repertoire of images; this ‘catalogue’ of disparate images includes mechanical devices, ships, planes, urban landscapes and objects that contain echoes of the ancient world such as the ruins of statues and finds.

Towards the mid 1990s he began using tarpaulins from goods trains that had travelled the railways of Europe; the tarpaulins were re-sewn or patched up, torn by the never-ending journeys, but they froze history within them, opening up ‘windows’ onto other journeys towards the world of art. His poetics includes photography as an rapid means of citing icons that once belonged to a golden past.

The monumental sculptures of Roman emperors and the horse-drawn chariots, which are decontextualised and placed on canvases employing various techniques and solutions, become an important part of his iconography.
Since the 1990s the work of Luca Pignatelli has been exhibited in numerous museums and galleries all over the world.

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