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TRA REVERIE E SOGNO: I DIPINTI DI LUCA PIGNATELLI
Donald Kuspit
“Il sogno”, scrive Gaston Bachelard, “nasce dall’animus, la rêverie dall’anima. Il dramma della rêverie, senza accadimenti o storia, ci dà il vero riposo, il riposo del femminile”. Mentre il sogno è “contraddistinto dagli accenti duri del mascolino”, l’“essenza” della rêverie è femminile. Spingiamoci oltre: il sogno è duro perché si confronta con il reale, che è duro, con la speranza di trasformarlo in qualcosa di malleabile e flessibile, così da poterlo rimodellare a propria misura. Il reale resiste all’assimilazione, ma il sogno lo spezza in frammenti d’immagine che è possibile manipolare a piacere, creando l’illusione di padroneggiare la realtà.
IL SENSO DEL TEMPO DI LUCA PIGNATELLI
Roberto Cotroneo
È un uomo affabile Luca Pignatelli, 52 anni, nato a Milano, figlio dello scultore Ercole Pignatelli, tra gli artisti italiani più noti e apprezzati nel mondo: un uomo affabile e anche molto sorridente. Un artista che conosce la sua strada ed è consapevole del suo lavoro. Oggi, al museo di Capodimonte di Napoli apre una sua mostra molto importante, che si potrà visitare fino alla fine di luglio.
Roberto Cotroneo, Sette - Corriere della Sera, 09-05-2014
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